Vuoi sapere cosa vedere in Irpinia?
La sorpresa dei paesaggi da favola in Irpinia

Chissà se l’antica tribù che abitava l’Irpinia, gli Irpini, il cui animale sacro era il lupo, abbia mai immaginato che oggi, il territorio dove viveva la sua popolazione, sarebbe stato apprezzato e considerato come uno dei più belli d’Italia!
Forse sì perché il verde dei boschi, dei paesaggi naturali e le terre quasi selvagge, hanno avuto origine già da quei tempi.
La prima cosa da vedere in Irpinia è il verde dei territori che regala quel contatto con la natura offrendo esperienze naturalistiche.
E allora cosa si può vedere in Irpinia? Non resta che iniziare a immergersi nelle attrazioni offerte dal Parco Regionale “Monti Picentini” con l’opportunità di compiere escursioni nei boschi e nelle riserve naturali, attraversando sentieri che sfiorano il fiabesco per quanto sono spettacolari e straordinari. In questi luoghi incantati, attraversando torrenti e cascate, è piacevole camminare tra boschi secolari di faggi e betulle, osservando volatili e oltre cento specie di altri animali.
Lasciandosi alle spalle questo paradiso per gli amanti della montagna e non solo, l’Irpinia offre ancora da vedere degli affascinanti scorci di borghi e castelli: spettacoli della natura che coniugano storie e leggende dell’antichità conservando magia e saggezza di tempi passati.
Il “Castello Normanno” nei pressi di “Ariano Irpino” è uno di quei castelli che accolgono i visitatori increduli per il suo particolare incanto.

Non solo Natura e paesaggi

L’accogliente Irpinia da mangiare, oltre che da vedere

E dopo aver visitato in lungo e largo le terre splendide dell’Irpinia, rimandando la visita al giorno dopo, una sosta per raccogliere e assaggiare la prelibata “Castagna di Montella” è di rito. Come è più che un rito assaporare il pane caldo e appena sfornato di Montecalvo e sorseggiare il vino di tufo delle enoteche irpine.

Ma cosa ha di caratteristico la “Castagna di Montella”?

cosa vedere in irpinia - castagne di montella

La “Castagna di Montella” è un prodotto di qualità IGP. Nei tempi passati era il pane dei poveri, oggi si distingue per il sapore caratteristico, dolce e molto gradevole, che fa della “castagna di Montella” un ingrediente richiesto per la preparazione di pietanze salate e dolci. Ha la buccia molto sottile che si stacca con facilità dalla polpa bianca e croccante.
Essa impiega circa un mese per raggiungere la piena maturazione; è raccolta nel mese di ottobre, con metodi manuali legati alla tradizione contadina, con quella cura e attenta selezione del frutto, tramandata da generazioni. La castagna è un frutto di cui è abbastanza difficile la conservazione poiché, appena raccolta, tende a deperire. A “Montella” la castagna si conserva con il suo sistema più idoneo: la “curatura”. Tale metodo consiste nell’immergere il frutto appena raccolto in semplice acqua, per un periodo che può variare dai quattro agli otto giorni. A fine trattamento il frutto è lasciato asciugare sopra listelli di legno per favorire la circolazione dell’aria. Per chi non ha mai assaggiato la “castagna di Montella IGP“, si consiglia di fare una capatina nelle zone dove viene raccolta, oltre che nelle zone di Montella, in quelle di “Bagnoli e Cassano Irpino”.
Qua è possibile degustare panzerotti di castagne, deliziarsi con “castagne sciroppate al liquore” e concludere con “frittelle di castagne”. Per chi le ama al naturale, delle semplici caldarroste lasceranno il segno!

Pane di Montecalvo

cosa vedere in irpinia - pane di montecalvo

C’è un minuscolo paese nelle colline dell’avellinese, uno di quei borghi antichi e dimenticati che sembrano uscire dai libri delle fate: Montecalvo Irpino dove, oltre a rimanere sorpresi per come l’opera umana sia riuscita a costruire case e chiese su quel cucuzzolo, si rimane a bocca aperta, letteralmente, davanti al sapore di un pane a dir poco unico! La crosta di quel pane appena sfornato è molto spessa fuori, dalla mollica compatta dentro. L’impasto viene fatto ogni giorno con il grano duro proveniente da una varietà locale molto antica, seguendo quelle remote ricette tramandate da padre in figlio: è un pane più unico che raro, preparato nelle antiche madie di legno, con aggiunta di acqua e lievito madre.
Vi è un rigoroso rispetto nell’utilizzo degli ingredienti originali e delle tradizioni per tutto il processo di lavorazione: il grano “saragolla”, un tipo di grano duro coltivato esclusivamente nelle montagne dell’avellinese; la frantumazione del grano tramite macchine apposite, antiche e risalenti addirittura agli anni quaranta; il lievito proveniente dalla pasta madre serbata gelosamente in un contenitore di terracotta; la particolarissima lievitazione naturale che prevede la copertura dei pani con fazzoletti realizzati in puro cotone; la cottura nel forno, costruito con mattoni locali, dalla caratteristica forma di cupola, con legna leggera, sono tutte accortezze legate alla ricetta tradizionale che fanno del pane di Montecalvo una delizia unica che si conserva intatto per circa una settimana, grazie alle sue caratteristiche.
Per le strade del paesino l’odore del pane appena sfornato è una meraviglia da assaggiare assolutamente.

Enoteca Regionale dei Vini d’Irpinia a Tufo

cosa vedere in irpinia - vino

Infine da assaporare è senza dubbio il vino prodotto nelle colline dell’Irpinia che sono senza dubbio degni ambasciatori di un territorio capace di accogliere, ospitare, sorprendere e regalare emozioni a tutti i viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo.
Nella provincia di Avellino sono presenti vini fantastici per gli intenditori: “Greco di Tufo“, “Taurasi” e “Fiano d’Avellino” sono i tre vini rigorosamente DOCG prodotti attraverso delle attente e antiche lavorazioni, presenti nelle enoteche di tutto il mondo.
Si tratta di vini prodotti da vitigni la cui coltivazione avviene in un territorio geologico ricco di tufo.
Pane, vino e castagne, consumati davanti a splendidi scenari naturali sono una delle meraviglie da ricordare per chi ha già conosciuto i posti da vedere in Irpinia e un invito per chi ancora non c’è mai stato.

E ora a chi tocca?


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