lunedì, dicembre 10, 2018
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La flora presente nei Monti Picentini

flora nei Monti Picentini

I monti Picentini si trovano in una posizione centrale del territorio campano. Sono separati da un’altra catena montuosa, il Partenio, tramite il solco dei fiumi Sabato e Sarno, mentre ad oriente e a nord la loro estensione è limitata dai fiumi Sele e Calore.
La catena montuosa dei Picentini è divisa in due gruppi:
Picentini occidentali: le cui vette più alte sono il Terminio (1806 metri.), l’Accèllica (1606 metri) e il Monte Mai (1607 metri).
Picentini orientali: le cui vette più alte sono il Monte Cervialto (1809 metri) e il Monte Polveracchio (1790 metri).

I monti Picentini sono tutt’oggi protetti dall’apposito Parco Regionale, visto che la zona conserva un patrimonio naturale davvero magnifico. La flora presente nel territorio è assai varia ed è possibile ammirare anche rarissime piante.

Le piante rare presenti nel territorio Picentino

  • Aquilegia Champagnatii: si tratta di una pianta perenne a fusto foglioso la cui parte inferiore è completamente liscia, mentre la metà superiore è rivestita da più ghiandole. Le foglie sono glaucescenti, ovvero di un colore verde-grigio. Quelle poste alla base sono in rosetta (cioè le foglie sono appiattite sul terreno e disposte a cerchio) mentre quelle poste lungo il fusto, che in botanica vengono chiamate cauline, si dividono in inferiori (a picciolo ridotto) e superiori (brattee prive di peduncolo).
    Pianta abbellita da fiori reclinati il cui colore può variare dal blu profondo fino all’azzurro (passando anche a tonalità di verde). Il diametro di tali fiori è di 40/65 mm.
  • Oxytropis Caputoi: altra pianta rarissima presente nella catena montuosa dei Picentini. Decisamente diversa rispetto all’Aquilegia Champagnatii visto che i fiori sono caratterizzati da un apicolo (una punta non rigida). Gli Oxytropis fanno parte della famiglia delle Fabaceae (anche dette leguminose). Queste specie vengono denominate nello specifico anche Caputoi in onore dell’illustre botanico italiano Giuseppe Caputo (professore di Botanica a Napoli).

Un paesaggio naturalistico variegato e colorato

Non solo la presenza di due esemplari rari che da soli ci invitano a visitare questo patrimonio naturale tra i più importanti e belli d’Italia, ma il paesaggio naturalistico di questo territorio è così variegato che “rischiamo” di perderci tra tutte le bellezze che la natura ci offre.

Citiamo ad esempio le foreste meso-mediterranee che presentano una flora assai diversificata, tra cui spiccano gli aceri, la roverella, l’ontano napoletano, l’ornello, il carpino, il falso pistacchio e la carpinella.

Spostandosi nella valle di Caccia di Senerchia troviamo il pino nero d’Austria. In Italia non è di certo comune trovare questo albero, anche se ciò non ci permette di classificarlo come esemplare raro.
Il pino nero d’Austria è caratterizzato da una corteccia il cui colore varia dal rosso marrone al grigio. Negli esemplari adulti la corteccia è divisa da delle placche grandi di colore grigio.
Le foglie di tali alberi sono aghiformi (la lunghezza può variare da 8 a 20 cm). Naturalmente non vi è la presenza di fiori, considerando che i pini neri d’Austria fanno parte della famiglia delle conifere.

Le gole strette tra le pareti rocciose (che in gergo possiamo chiamare con il nome di forra) consentono l’esistenza dell’erba stella amalfitana. Nella sua forma selvatica questa pianta può essere presente in ogni prato incolto e anche nelle spiagge. Tuttavia, l’erba stella può anche essere coltivata, visto che è ricca di vitamine e di sali minerali. Le sue foglie si possono mangiare anche crude o magari possiamo inserirle in un’insalata mista.

I monti Picentini rappresentano uno dei territori italiani più ricchi di flora (ma anche di fauna con esemplari, pure in tal caso, rari) e proprio per questo è uno dei più colorati. Basti pensare che al colore azzurro del cielo e delle acque si sovrappongono il verde delle distese e le più variegate tonalità derivanti dalla presenza di tante specie di fiori.

Allontanare gli animali selvatici con i dissuasori a ultrasuoni

dissuasori a ultrasuoni

Non sempre gli animali sono degli ospiti desiderati e naturalmente ci riferiamo a quelli selvatici. I motivi possono essere differenti: impauriscono il nostro animale domestico, rovinano il nostro orto o ci lasciano dei “pensierini” sul davanzale del balcone o nel cortile. Tutti motivi più che leciti per volerli allontanare, l’importante è non far loro del male. A maggior ragione se si vogliono usare dei veleni (al di là di alcuni rari casi, come per i topi ad esempio, usare il veleno è un atto illegale) visto che così si crea un danno anche all’ambiente. Oltre ad essere un pericolo pure per noi stessi.

Dissuasori a ultrasuoni: cosa sono?

Per allontanare gli animali senza doverli uccidere sono stati introdotti i dissuasori ad ultrasuoni.
In commercio è possibile acquistarne di diversi ma tutti hanno la stessa medesima funzione, ovvero: emettono delle onde ultrasoniche le cui frequenze (regolabili) allontanano più specie di animali. Infatti, lo studio fatto su questi dispositivi afferma che a determinate frequenze gli animali vengono infastiditi da certi suoni e, di conseguenza, si allontanerebbero.

Gli ultrasuoni sono davvero efficaci?

Gli ultrasuoni vengono spesso citati come metodi davvero efficaci, ma ciò non è del tutto vero. Poiché sono efficaci specialmente con pipistrelli, insetti (non di certo le zanzare che non hanno modo di sentire il suono) e topi. Si ha meno successo con le altre specie di animali.
Nonostante l’idea fosse comunque ottima, i realizzatori di tale dispositivo non hanno fatto i conti con il fenomeno dell’assuefazione e dell’inquinamento acustico.
Gli animali, basti pensare ai topi presenti pure in città, si sono già abituati all’inquinamento acustico, di conseguenza c’è il serio rischio che dopo un po’ si abituino anche agli ultrasuoni. Inoltre, l’efficacia di questi repellenti è messa a dura prova dall’inquinamento acustico. Installato all’aperto in un luogo molto rumoroso le possibilità che il dissuasore svolga appieno il suo dovere sono assai ridotte.

Dissuasore a ultrasuoni: come usarlo al meglio?

Non è detto che il dissuasore ad ultrasuoni sia davvero efficace, ma è anche vero che c’è molta disinformazione sull’uso di tali strumenti che spesso sono inefficaci perché non sono utilizzati come si dovrebbe.
C’è una regola fondamentale che bisogna rispettare: mai frapporre un ostacolo tra il dispositivo e l’animale da cacciare. Se ad esempio vuoi allontanare un topo che si trova al di là dell’armadio, è inutile mettere il dispositivo davanti l’armadio perché l’ultrasuono rimbalza di fronte alle superfici dure e di certo non le aggira. E lo stesso accade con le tende, solo che in tal caso l’ultrasuono nemmeno rimbalza, ma viene assorbito dalla superficie morbida.

Tipologie di dissuasori a ultrasuoni

Quanto scritto in precedenza ci fa anche comprendere che in una stanza dove non è sempre possibile spostare l’arredamento, sarà necessario l’installazione di due o più dissuasori a ultrasuoni.
Con il termine “installazione” non significa fare chissà che, visto che questi repellenti sono piccoli e ve ne sono di tre tipi:

  • Dissuasori a ultrasuoni elettrici: basta collegarli ad una presa presente nella camera.
  • Dissuasori ad ultrasuoni a batteria: installazione libera del dispositivo senza essere “schiavi” dell’elettricità; ricordarsi però di cambiare le pile quando scariche.
  • Dissuasori a ultrasuoni ad energia solare: si installano all’aperto e devono essere posizionati in una zona ampiamente illuminata dal sole; funzionano anche di notte poiché acquisiscono di giorno la carica necessaria per garantire l’efficacia anche nelle ore serali.

Metodi alternativi per allontanare gli animali selvatici

Per allontanare un animale indesiderato non esiste solo il repellente ad ultrasuoni, ma sono presenti più dissuasori che agiscono in maniera differente e che variano in base alla specie da cacciare via.E se vuoi scoprire i diversi rimedi naturali che non fanno alcun male agli animali selvatici, invitiamo a visitare il sito dissuasoriultrasuoniclick.

Il territorio dal terminio al cervialto

territorio tra il Terminio e il Cervialto

Alla scoperta del vero cuore dell’Irpinia

Il territorio tra il Terminio e il Cervialto può essere definito il cuore dell’Irpinia.
All’interno di questa area in provincia di Avellino, si è costituita una Comunità montana composta da ben 18 comuni che si sono uniti in modo sinergico per sviluppare una intelligente offerta turistica decisamente variegata.
Infatti il territorio tra il Terminio e il Cervialto offre diverse mete riguardanti il turismo culturale, l’ecoturismo, il turismo religioso e, infine, il turismo enogastronomico.

In quest’area naturale dove la presenza di boschi è pressoché dominante, è stato istituito il Parco Regionale dei monti Picentini che include diverse grotte carsiche, resti archeologici, santuari, borghi medioevali e castelli.
Come si avrà modo di intuire, la zona offre una natura incontaminata capace di sorprendere anche il turista più esigente che ha modo di trovare stimolanti input per valorizzare il suo soggiorno.
La Comunità Montana Terminio Cervialto, si sta adoperando per promuovere il territorio anche grazie ad una intelligente riqualificazione di borghi d’origine medioevale dove è possibile trovare, oltre che a diversi B&B, anche una offerta relativa all’ospitalità rurale che si manifesta in casali rustici in mezzo alla natura.

Una invidiabile offerta a 360°

Si può dire senza dubbio, che l’offerta che riguarda il territorio tra il Terminio e il Cervialto, è più che adatta a tutti coloro che vogliono trascorrere un soggiorno all’insegna del relax coniugato con il recupero di valori che in questa zona, sono stati gelosamente protetti da un turismo di massa.
Soddisfa pienamente il calendario degli eventi del territorio che mette il turista nella condizione di conoscere la cultura di questi luoghi, le tradizioni locali e la prestigiosa offerta enogastronomica. Per questo è sufficiente menzionare la sagra del tartufo di Bagnoli Irpino, la sagra dell’uva di Montemarano o quella della castagna di Montella e di Cassano Irpino.
È possibile diversificare, in base agli interessi, quelle che sono le peculiarità del territorio Terminio Cervialto in questo modo:

  • Offerta folkloristica: è un’area ricca di tradizioni folkloristiche che si evidenziano durante eventi organizzati in molti paesi tra i quali Montemarano, Volturara Irpinia, Sorbo Serpico, Castelvetere sul Calore, Salza Irpinia e altri ancora dove vengono presentati prodotti tipici;
  • Offerta culturale ed enologica: molti i punti dove conoscere l’offerta enologica di questa zona, da Montemarano a San Mango sul Calore, terra di vini prelibati;
  • Offerta Naturalistica: Cassano Irpino, Nusco, Montella e Bagnoli Irpino sono solo alcuni dei paesi da cui partire per delle escursioni immersi nella natura più rigogliosa;
  • Offerta Spirituale: molti i santuari e luoghi sacri dedicati al turismo religioso come il santuario di San Gerardo Maiella di Materdomini, il Santuario del Santissimo Salvatore di Montella, il converto di San Francesco a Folloni sempre a Montella, l’Abbazia del Goleto di Sant’Angelo dei Lombardi e la cattedrale di Sant’Amato a Nusco del 1200.

Una continua scoperta

L’aria pura, la natura incontaminata, le sorgenti d’altura e una tradizionale eredità contadina, fa del territorio dal Terminio al Cervialto, un vero e proprio Eden della buona tavola.
Merito, non solo degli allevamenti allo stato semibrado di ovini, caprini e bovini ma anche delle produzioni del sottobosco che regalano funghi, tartufi, lamponi di montagna, fragoline e tantissime piante officinali e non solo. Inoltre, i filari di viti che danno un vino sincero e alberi di ulivo che offrono un olio di alta qualità, si declinano nell’offerta enogastronomica che merita di essere scoperta e valorizzata. Punto di forza di questo territorio ed una vera e propria economia della zona è la castagna che vanta il blasone prima D.O.C. ora I.G.P. alla castagna di Montella che racchiude i comuni di Montella, Nusco, Cassano Irpino, Bagnoli Irpino, Volturara Irpina e parte di Montemarano.

Il territorio si caratterizza anche per l’artigianato che si affida a metodi di lavorazione che si perdono nella notte dei tempi e che ancor oggi vengono utilizzati da intagliatori e scultori che realizzano pregevoli opere d’arte. Infatti, la lavorazione del legno, quella della ceramica e la lavorazione del ferro battuto regalano degli splendidi oggetti che fanno dell’originalità, il loro denominatore comune.

Da non perdere gli affascinanti borghi dove fare un salto all’indietro nel tempo e sentirsi proiettati in epoche medioevali, ricche di atmosfere.

I comuni che rientrano nel territorio tra il Terminio e il Cervialto sono:

  • Bagnoli Irpino
  • Calabritto
  • Caposele
  • Cassano Irpino
  • Castelfranci
  • Castelvetere sul Calore
  • Chiusano di San Domenico
  • Montella
  • Montemarano
  • Nusco
  • Salza Irpina
  • San Mango sul Calore
  • Santa Lucia di Serino
  • Santo Stefano del Sole
  • Senerchia
  • Serino
  • Sorbo Serpico
  • Volturara Irpina

Cose insolite da fare a Roma i luoghi particolari

a cavallo sull'Appia

Roma è una delle città piú visitate al mondo. I turisti aumentano e crescono ogni anno e li vediamo in fila, in torpedoni accalcarsi per visitare il Colosseo, San Pietro, la fontana di Trevi, il Pantheone. Tutti luoghi magici e stupendi, ma Roma è molto di piú. Ci sono posti poco conosciuti, da frequentare in particolari ore della giornata che vale assolutamente la pena visitare. Quindi scegliete un hotel, una guest house pulita ed in zoa centrale, date un’occhiata all’ articolo su dove dormire a Roma e partite. Ecco i luoghi inusuali della capitale da vedere.

I gatti di Largo Argentina

Roma è la patria di molti gatti senza casa. Ma c’è un rifugio trovato all’interno del centro della città che è tutto per loro. Si trova in Largo Argentina, in un set speciale, all’ interno delle rovine del Teatro di Pompeo. Una colonia numerosissima di felini vive qui, in quello, tra le altre cose, che è stato il luogo dove venne ucciso Giulio Cesare.
Il museo delle anime del Purgatorio
Questo museo si trova all’interno di un altro museo. Il Museo delle Anime del Purgatorio si trova nella sagrestia della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù. Questo è un posto a Roma che è davvero fuori mano e non è pieno di turisti. La cosa straordinaria di questo posto? È solo una stanza piena di carte bruciate, libri e bibbie di volti di persone – che rappresentano anime intrappolate nel purgatorio. Lungotevere Prati, 12.

Prendere un espresso davvero buono

Gli italiani conoscono il loro caffè. Nel lontano 1945 un uomo di nome Achille Gaggia inventò quella che è conosciuta come la moderna macchina per caffè espresso a Milano e in breve tempo tutti furono pazzi per questo oggetto. Ma per avere un espresso davvero delizioso fai un salto al Caffè Sant’Eustachio. Ha aperto nel 1938 e gli arredi originali sono ancora in gran parte lì. Il gusto è eccezionale. Il segreto? Un pizzico di bicarbonato.

Visita ai mercatini romani

Mentre Roma è tipicamente conosciuta per la sua alta moda di artisti del calibro di designer prestigiosi come Prada, Fendi, Valentino rimarrai sorpreso dai tesori nascosti nei vari mercati vintage romani. A due passi dal Colosseo si trova il Mercato Monti, in cui si respira un equilibrio tra moda vintage e arredamento luminoso e meraviglioso. È pieno di molti oggetti vecchi e non amati che implorano di ricevere una nuova prospettiva di vita. Ma sopratutto chi cerca abiti usati e vintage deve andare la domenica mattina a Porta Portese, immenso mercato dove si trova veramente di tutto.

Andare a cavallo sulla via regina, l’Appia

L’Appia è la regina di tutte le strade, che prende il nome dal suo “fondatore” Appio Claudio. È un’antica strada romana che collegava la capitale a Brindisi. La lunga lunghezza della strada, abbinata ai panorami verdeggianti, la rende una scusa perfetta per prendere le scarpe da trekking e fare una lunga passeggiata tra le rovine romane e le ville di inizio secolo. Puoi anche prendere un cavallo ed iniziare una passeggiata arrivando a lambire i vecchi acquedotti romani.

Ammira un Caravaggio

Caravaggio è quasi sinonimo di arte barocca italiana. Alla Galleria Borghese puoi ammirare i lavori creati da questo genio insieme ad altri come Tiziano. Ne vale davvero la pena se sei un grande fan dell’arte e ne vale davvero la pena se non lo sei, perché in ogni caso te ne andrai sapendo qualcosa in più sulla cultura italiana. E non è mai una brutta cosa . Se non vuoi spendere i soldi del biglietto del museo vai alla chiesa di San Luigi dei Francesi, vicino Piazza Navona, li’ c’è uno splendido Caravaggio da ammirare.

Goditi un romantico tramonto romano

I punti in cui godersi dello spettacolo del tramonto nello splendido cielo di Roma sono tanti. Dal tetto di Castel Santangelo guardando il Tevere, dal Pincio di Villa Borghese con vista cupola di San Pietro. Dal Gianicolo e dal giardino degli Aranci all’ Aventino. Tutti luoghi romantici dove potersi anche prendere per mano.

La Fauna presente tra il Terminio ed il Cervialto

Fauna nel Terminio e Cervialto

Il distretto geografico irpino è caratterizzato dalla presenza di due parchi naturali regionali, il parco del Partenio e il parco dei Monti Picentini (qui vi trovano tra gli altri il Monte Terminio ed il Cervialto), nonché un terzo parco naturale – il parco naturale di Vallo Lauro-Pizzo Alvano – che è stato istituito dalla legge regionale n. 1 del 2007 ma il cui perimetro esatto non è stato ancora stabilito. L’Irpinia ha molto da offrire ai turisti che amano stare a stretto contatto con la natura.

Ci sono escursioni per esperti e per appassionati, escursioni per vedere i paesaggi mozzafiato , tour culturali per immergersi nella storia e nell’arte, e le persone possono fare trekking , sci di fondo o sci alpino. Per coloro che vogliono godersi la natura con la famiglia e gli amici, ci sono molti percorsi naturalistici per farlo a piedi, in mountain bike oppure a cavallo, con aree di riposo e picnic e aree speciali per il birdwatching .

Lungo questi sentieri possiamo avvistare una ricca varietà di fauna selvatica. Nella zona sono state trovate dodici bellissime specie di anfibi, tra cui la salamandra dagli occhiali , la salamandra tagliafuoco e il rospo dal ventre giallo . I rettili più comuni sono la lucertola verde, il geco, il serpente ratto e il serpente di Esculapio, il simbolo della farmacologia. Più di 70 specie di uccelli nidificano in vari ambienti: dalle zone rurali suburbane alle foreste, i pascoli d’alta quota e le montagne. Due splendidi uccelli simboleggiano l’area: il falco pellegrino e l’upupa .

Un altro degli uccelli rapaci del parco è la poiana. I mammiferi sono più difficili da trovare, ma ci sono molte volpi, martore di pietra, ricci, donnole, talpe e cinghiali. Anche il driomio e il ghiro vivono in zona. Il lupo , che caratterizza l’immagine iconografica dell’Irpinia, passa solo attraverso il Partenio.

Monti Picentini

Il parco naturale dei Monti Picentini è il parco più grande della Campania. Comprende 30 comuni in tutte le province di Avellino e Salerno, con una superficie totale di 63.000 ettari. La ricca diversità di habitat naturali del parco comprende l’ampia SPA dei Picentini e 7 Siti di Importanza Comunitaria, ovvero Monte Mai , Monte Monna , Monte Terminio , Monte Tuoro , Piana del Dragone , Monte Cervialto e le parti più alte dell’Alta Valle (valle superiore) del fiume Ofanto, così come i fiumi Tanagro e Sele.

Il paesaggio dei Picentini offre al turista panorami montani mozzafiato , sentieri e cime paragonabili a quelli abruzzesi e calabresi. I monti Picentini offrono possibilità quasi illimitate per l’escursionismo. Numerose combinazioni sono possibili, con incroci, escursioni e persino trekking che richiedono diversi giorni per essere completati, fermandosi nei villaggi sulle pendici delle montagne. Ci sono anche percorsi più facili per i principianti.

Molte specie animali si trovano esclusivamente in luoghi tranquilli protetti, lontano dalle aree popolate. Ci sono diverse specie di uccelli, tra cui la rara aquila reale , la poiana, l’astore, il picchio rosso e il picchio nero, l’upupa e l’uccello più veloce del mondo: il falco pellegrino. L’area è anche sede di molti anfibi non comuni, tra cui la salamandra dagli occhiali e la salamandra tagliafuoco. Il comportamento di corteggiamento del ratto selvatico è spesso visto nella zona. Il profumo di erbe, fiori, noci e funghi rende l’escursione sui sentieri un’esperienza piacevole.

I parchi urbani di importanza regionale

In Irpinia, ci sono 3 parchi di notevole importanza regionale : Parco Panorami di Frigento, Parco Materdomini di Aiello del Sabato, Parco dell’Angelo a Montoro Inferiore.

Il parco chiamato Panorami di Frigento comprende il centro storico di Frigento , uno dei meglio conservati in Irpinia, con giardini pensili all’interno degli storici edifici settecenteschi e una zona boschiva con un castagneto digradante verso Sturno. Una visita a una delle strade panoramiche più significative di tutta l’Irpinia, Via Limiti, è d’obbligo.

Il parco Materdomini di Aiello del Sabato si estende su una vasta area boschiva , ai confini del comune di Solofra. Il parco urbano contiene importanti siti ambientali, compresi 25 ettari di fitti boschi a cui è possibile accedere dal pubblico. La più importante “Base logistica” degli Scout è situata in questo ambiente naturale. Qui troviamo anche le sorgenti naturali conosciute con il nome di ‘ Acqua’ o lupo , ‘ Acqua’ a vipera ‘,’ Acqua ‘o ruviezzo ‘, che sono vere e proprie attrazioni turistiche. Una rete di sentieri, adatti per il cross country, mountain bike, escursioni naturalistiche e avvistamenti di animali selvatici, attraversa il parco. Il parco urbano copre un’area totale di circa 75 ettari di bosco.

Il Parco dell’Angelo di Montoro Inferiore offre una grande varietà di caratteristiche naturali, storiche e archeologiche. Le colline, le pendici del Monte Romola, che circondano e racchiudono la Piana Agricola (pianura agricola) del Montorese, offrono vari sentieri immersi nei boschi di castagni o noccioli, a seconda dell’altitudine. Il sito archeologico del castello di Pantaleone lombardo e la grotta di San Michele Arcangelo , con le sue numerose stalattiti e stalagmiti, rendono ancora più interessante la visita. Possiamo anche fare escursioni lungo il fiume Lasbo .

Come affrontare lo stress da veterinario per il tuo gatto

veterinario per il tuo gatto

Il tuo gatto è terrorizzato dal veterinario? Allora leggi questo articolo scritto in collaborazione con il team di Veterinario in città.

Normalmente, il gatto è un animale indipendente e pacifico, ma di fronte al veterinario potrebbe reagire in modo aggressivo; infatti  questa paura, che nasce come risposta ad un meccanismo di difesa, può verificarsi per vari motivi, come ad esempio alcune brutte esperienze in passato o solo il semplice contatto con uno sconosciuto. La paura del veterinario si verifica anche in altri animali come cani, furetti e persino alcuni uccelli. Questo è normale, dal momento che il cervello dell’animale può associare il veterinario al dolore o ad una brutta esperienza, dal momento che le vaccinazioni o la cura di ferite sono spesso dolorose. Questa fobia è simile a quella che alcune persone hanno quando devono andare dal dentista o dal dottore, cosa molto comune soprattutto nei bambini piccoli. Fortunatamente, è possibile aiutare il gatto ad affrontare questa situazione in maniera più serena.

Evita parole come veterinario, vaccino e cura

Molte persone spesso sottovalutano l’intelligenza degli animali, tuttavia, sono più intelligenti di quanto possiamo immaginare. Ad esempio, i gatti di solito hanno un’intelligenza simile a quella di un bambino di 3 anni, quindi sono in grado di comprendere alcune parole chiave umane, che associano a un’azione o un comportamento. Il gatto ha probabilmente associato le parole veterinario, vaccino, cura, infezione e fugge terrorizzato ogni volta che li sente. Cercate di non usare questa parole e usate ogni volta parole diverse, in modo che il gatto non le associ di nuovo.

Fategli prendere confidenza col trasportino

Come per le parole usate, anche il trasportino potrebbe essere associato a esperienze negative; se ad ogni visita il gatto viene trasportato col trasportino, assocerà tale oggetto a quella determinata esperienza. Fategli prendere confidenza col trasportino; ogni tanto lasciatelo aperto nella stessa stanza sul pavimento, inserendo all’interno un po’ di croccantini.

Poi prova a rendere il trasportino il più comodo possibile: inserisci all’interno una morbida cuccia per gatti; molto probabilmente dopo un po’ si sentirà così a suo agio che entrerà per schiacciarci un pisolino o per usarlo come rifugio.

Dopo un po’ di tempo in cui il gatto ha manifestato di avere preso confidenza col trasportino, provate a trasportarlo in un’altra stanza. Poi successivamente trasportatelo fuori casa in un luogo sicuro, ovviamente diverso dalla struttura veterinaria. Questo aiuterà il gatto ad abituarsi, ma soprattutto ad associare il trasportino a esperienze per lui positive.

Visite simulate a casa

Abituate il gatto ad essere toccato e manipolato come fa il veterinario; ogni tanto a casa provate a simulare una visita in modo che il gatto si abitui gradualmente ad essere taccato ovunque.

Il giorno della visita

Giunto il momento di andare dal veterinario, non forzate il gatto a entrare nel trasportino, ma aspettate che ci entri da solo. Portate con voi un telo per coprire il trasportino; questo eviterà al gatto di vedere durante il tragitto o nella struttura veterinaria altri gatti, cani o persone sconosciute che potrebbero aumentare lo stress. 
Portate con voi anche la sua copertina preferita e mettetela sul tavolo in modo che il gatto non avrà contatto diretto col tavolo freddo di metallo.

Mantenete la calma

I gatti sono molto sensibili allo stato emotivo del padrone, infatti percepiscono le nostre ansie; è importante mantenere la calma durante la visita dal veterinario e cercare di mantenere un tono della voce pacato.

Portate con voi del cibo che piace al gatto e usatelo come ricompensa se durante la visita si è comportato bene. Il premio deve essere dato dopo la visita, non prima o durante.

Consigli per una buona convivenza tra il bambino e l’animale domestico

Convivenza tra il bambino e l'animale domestico

La convivenza con un animale domestico ha grandi benefici per i bambini, in quanto può aiutarli a focalizzare la loro attenzione, ad assumersi le responsabilità, ad imparare a condividere, ma soprattutto a capire che cosa significa il rispetto per la vita e gli altri esseri.

Affinché la convivenza sia perfetta, la scelta dell’animale non può essere nelle mani del bambino, ma dell’adulto, che deve tener conto di diversi punti fondamentali.

Il tipo di animale domestico.

Gli animali domestici possono essere piccoli mammiferi,  pesci, uccelli e persino rettili; generalmente il gatto e il cane sono i preferiti come animali da compagnia. Il tipo di animale da adottare non è mai banale, soprattutto se nella casa vive un bambino perché è una scelta che riguarda contemporaneamente più ambiti: spazio, costi, stile di vita, etc.

La salute del bambino

Può sembrare ovvio, ma prima di portare un animale domestico a casa dobbiamo essere sicuri che il bambino non sia allergico.

L’età del bambino

La capacità di apprezzare l’importanza dell’animale domestico e come trattarlo si acquisisce con l’età. Pertanto, dobbiamo essere molto consapevoli dei bambini piccoli, almeno fino a quando non sono in grado di soddisfare le indicazioni degli adulti, soprattutto durante la prima fase dopo l’arrivo dell’animale. Se c’è un bambino in casa, per il bene di entrambi dobbiamo monitorare sia l’animale che il bambino.

Il carattere del bambino

A parte l’infinità dei caratteri nelle persone, è importante valutare se un bambino molto attivo starà meglio con un cane che può resistere al suo livello di attività o con un gatto che lo compensa. Un altro esempio che la scelta dell’animale domestico è nelle mani degli adulti.

Il carattere dell’animale

Gatti e cani non hanno lo stesso carattere; Inoltre, all’interno di ciascuna specie vi sono differenze marcate tra gli individui in base alla razza a cui appartengono, anche all’interno della stessa razza o dal modo in cui sono stati allevati. Pertanto, quando si sceglie l’animale per un bambino, dovremmo considerare il suo carattere.

Il tipo di vita familiare

Poiché ogni famiglia può avere costumi diversi o cambiarli come ritiene opportuno, non entreremo nei dettagli. Renderemo solo chiaro quanto sia importante tenere presente che il gatto e il cane avranno bisogno di attenzione durante tutto l’anno, compresi i periodi di vacanza. In senso lato, se abbiamo una famiglia che viaggia a malapena e fa brevi viaggi in campagna, probabilmente l’animale perfetto sarebbe un gatto; se, invece, la nostra famiglia ama viaggiare con il proprio animale domestico, il cane è il miglior candidato, purché il tipo di viaggio lo consenta, naturalmente.

Supporto della famiglia

Poiché l’animale domestico richiede una cura che non tutti i bambini possono dare, è chiaro che avrai bisogno del sostegno di altri adulti. Un bambino molto piccolo non saprà come accudire adeguatamente il suo animale, pertanto, gli adulti devono essere consapevoli del fatto che devono assumersi gran parte della responsabilità di avere un animale domestico, coinvolgendo il bambino quando raggiunge l’et gli riserviamo la parte di responsabilità necessaria per fungere da apprendimento.

Consenso familiare

C’è un solo modo in cui la convivenza con l’animale domestico è un successo per il bambino e che l’intero ambiente familiare accetta di vivere con un animale, anche in quel tipo. Cioè, se a un membro della famiglia non piacciono i gatti, per quanto l’animale perfetto sembra al bambino, non dovresti scegliere questa specie; è più importante una coesistenza armoniosa che non metta in pericolo la permanenza dell’animale nella casa.

Per evitare decisioni sbagliate, non dobbiamo dimenticare che vivere con un animale domestico è una responsabilità che acquisiamo per la vita dell’animale, così che se non ne siamo totalmente sicuri, è meglio scegliere un giocattolo per il bambino.

Geologia del complesso Terminio Cervialto

Geologia del complesso Terminio Cervialto

Il monte Terminio è un complesso montuoso dell’appennino irpino alto 1860 metri che, insieme al Monte Cervialto, costituiscono le vette più alte dei Monti Picentini.

I monti Picentini fanno parte del cosiddetto Appennino Irpino e si trovano nei pressi dei comuni di Volturara, Montella e Serino in provincia di Avellino. In Campania.

Questo territorio è attualmente parte del Parco regionale dei Monti Picentini, ed è una riserva naturale.

Genesi del Monte Terminio

Genesi del Monte Terminio

L’orogenesi del Monte Terminio è dal collegarsi a tutti i processi tettonici che hanno portato alla formazione dell’intero appennino meridionale.

Secondo la teoria di Wegener della tettonica delle placche, da circa 30 milioni di anni la placca africana spinge contro la placca europea.

Da questo processo di subduzione (ossia di spinta grazie alla quale la placca africana scorre sotto quella europea) si sono originati tutti gli Appennini tra il Miocene ed il Pliocene Medio e tra questi anche il complesso del Monte Terminio.

Questo settore dei Monti Picentini si trova in particolare nella zona di contatto dell’arco Campano-Lucano con quello Molisano-Sannitico.

I terremoti che ancora oggi su susseguono in quelle aree sono un segno che il processo è ancora in corso.

Geologia del monte Terminio

Geologia del monte Terminio

Il monte Terminio è costituito prevalentemente da calcari del Cretacico e in piccola parte da calcari dolomitici.

Queste formazioni calcaree sono delimitate da terreni impermeabili chiamate Argille Varicolori, che circoscrivono e delimitano l’acquifero carbonatico.

Insieme alle argille troviamo anche le Unità Irpine rappresentate dal cosiddetto Flysch di Castelvetere.

Questi depositi sono coperti da una coltre alluvionale sabbioso argillosa quaternaria costituita dal basso verso l’altro da una serie di brecce quaternarie ,depositi piroclastici del vulcanismo del Vesuvio e dei Campi Flegrei, detriti di falda (molto importante è la conoide di Montella in questo senso) e materiale di origine lacustre.

Il carsismo e le grotte sul Terminio

Il carsismo e le grotte sul Terminio

Dal momento che il complesso geologico del Monte Terminio Cervialto è caratterizzato dall’accavallamento di rocce carbonatiche su complessi argillosi poco permeabili come le Unità Irpine, in questa zona si è sviluppato molto il fenomeno del carsismo.

Il carsismo è un fenomeno chimico per cui in particolari condizioni la pioggia ricca di anidride carbonica  che la trasforma in pioggia acida, scioglie lentamente il calcare e forma cunicoli in cui si insinua, formando nel tempo bellissime grotte carsiche, quelle che siamo solite osservare piene di stalattiti e stalagmiti.

La circolazione idrica sotterranea sui Picentini è influenzata oltre che dalla morfologia anche dalle discontinuità tettoniche presenti e appunto dal carsismo.

Questa conformazione geologica da origine ad una serie di sorgenti come quelle che possiamo ammirare nella Piana del Dragone dove una linea di faglia delimita due complessi idrogeologici distinti: uno alimenta le sorgenti di Sorbo e Baiardo, mentre l’altro alimenta le sorgenti di Urcioli e di Cassano Irpino.

Nonostante i tanti studi sul carsismo del Terminio molte grotte risultano ancora inesplorate.

Una grotta molto importante è la Grotta di Calandroni che è lunga 843 metri ed è stata resa accessibile dopo aver effettuato uno scavo di 40 metri nei depositi vulcanici che sovrastano i calcari di cui abbiamo parlato prima.

Nei primi 80 metri c’e’ un dislivello di 48 metri  e poi si sviluppa interamente in orizzontale.

La sua origine è sicuramente carsica e si è impostata lungo una grossa faglia con direzione appenninica (E-W).

Altra grotta importante è quella del Santissimo Salvatore che è ubicata a quota 1370 metri, dalla quale è possibile osservare un bellissimo panorama di tutto il Terminio.

Esiste un percorso poco conosciuto per ammirare le grotte più grandi chiamato Sentiero dei Grottoni, che consente di visualizzare tutta la bellezza dell’anfiteatro occidentale del Terminio.

Questo sentiero parte dalla cresta principale del Terminio a quota 1660 metri e procede in direzione ovest sul versante nord.

Se siete appassionati di montagna vi consigliamo di fare questo sentiero perché è davvero molto bello ed offre un bellissimo panorama sul Matrunolo ed i boschi colorati.

Dott. Marco Ilardi
Micropedia srl

 

 

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